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3.3.14

Rapunzel


Tangled (USA, 2010)
di Nathan Greno e Byron Howard
con le voci di Mandy Moore, Zachary Levy, Donna Murphy, Ron Perlman

Per qualche bizzarro motivo, ho un ricordo piuttosto netto, proveniente dalla mia infanzia, della fiaba di Raperonzolo. Mi frulla in testa, da sempre, una voce di donna che chiama a ripetizione il nome della protagonista. Raperonzolo di qua, Raperonzolo di là. Chissà da dove arriva? Forse da una qualche versione a cartoni animati, o magari da quella valigetta di plastica, piena di audiocassette con tutte le fiabe raccontate a voce, che avevo da bambino e che magari ho ancora da qualche parte. O magari è finita alla discarica durante il Grande Trasloco del 2010. Chissà. Comunque, quando è uscito al cinema Rapunzel, un po' mi sono infastidito, perché per me lei è sempre stata Raperonzolo. Ma d'altra parte capisco anche che un film del 2010 intitolato Raperonzolo possa sembrare poco cool ai titolisti italiani. Meglio Rapunzel - L'intreccio della torre. Per altro Raperonzolo - anzi, Rapunzel - mi sa che era poco cool anche per gli americani, dato che questo film l'hanno intitolato Tangled. O forse è perché in Disney stavano cercando una qualche forma di rinnovamento e non volevano che il loro film risultasse troppo legato alla vecchia formula delle fiabe classiche. Chissà.

Comunque, non è certo per questo motivo se nel 2010 non sono andato al cinema a vedere Rapunzel. E perché, allora? Per il mio solito e radicato fastidio nei confronti del doppiaggio, probabilmente, che non mi impediva di andare a vedere i film Pixar, ma insomma, qua c'erano di mezzo anche le canzoni. E soprattutto perché, diciamocelo, in quel periodo la fiducia nei confronti dei film "classici" Disney era ai minimi storici e si attendevano con gli occhi spalancati solo quelli Pixar. In più non avevo ancora visto La principessa e il ranocchio, che è davvero bello e avrebbe potuto ridarmi un po' di voglia, e non è che i precedenti tentativi Disney "non Pixar" di darsi all'animazione al computer fossero stati esattamente confortanti. Quindi, insomma, eh. Ovviamente poi salta fuori che Tangled è un gran bel film e io mi sono perso l'occasione di guardarmelo al cinema. Cose che capitano. Sta di fatto che poi, a furia di leggere e sentirmi dire che era bello, m'è venuta voglia e, subito prima di andare al cinema per guardarmi Frozen (bello pure lui), l'ho recuperato in Blu-ray.

E dunque? Tutta 'sta premessa per dire che? Mboh, per chiacchierare. Comunque, Tangled è il cinquantesimo film del "canone" Disney, dover per "canone" s'intendono tutti i film d'animazione (o misti ma prevalentemente d'animazione) prodotti per il cinema dagli studi Disney, quindi niente seguiti per l'home video, niente produzioni Pixar o cose tipo Nightmare Before Christmas, ovviamente niente distribuzioni occidentali di film Studio Ghibli. Ebbene, arrivare al cinquantesimo film settantatré anni dopo il primo rappresenta un momento importante, che per altro, col senno di poi, ha coinciso con l'ultima uscita Pixar prima che iniziassero a volare i pomodori. E infatti a questo cinquantesimo film ci si è arrivati quattro anni dopo la fusione Pixar/Disney e l'arrivo di John Lasseter, che sembra aver fatto molti danni al primo studio ma solo bene al secondo.

 GIF animata a caso per spezzare.

Rapunzel, specie a guardarlo oggi, è evidentemente un punto di (ri)partenza importante, che ha proposto un nuovo "stile" per i film Disney, non a caso recuperato in pieno da Frozen. Il tentativo di trasportare lo spirito, l'espressività, le movenze tipiche dell'animazione tradizionale Disney nel mondo del computer è perfettamente riuscito, per quanto spiaccia l'idea che magari, proprio a causa di questo successo, il tentativo avviato con La principessa e il ranocchio e Winnie the Pooh possa essersi già concluso. Il design dei personaggi è strepitoso per carica espressiva e ricerca anche di forme non necessariamente stra-accomodanti come quelle della Disney più adagiata e poco attenta alla sperimentazione. C'è invece la voglia di recuperare, sì, per carità, la forza classica Disney ma fonderla a strade nuove e, nel loro piccolo, coraggiose. Basti pensare all'uso che viene fatto del silenzio in un film comunque assolutamente casinista, pieno d'azione, avventura, musica, risate e canzoni: da un lato le due spalle comiche, solitamente i personaggi Disney più chiacchieroni, che sono qui assolutamente mute e anche per questo strepitose, dall'altro le figure dei genitori di Rapunzel, il cui silenzio ha una forza espressiva fortissima tanto nel prologo quanto nell'epilogo ed è fra gli elementi che più sembrano esprimere la contaminazione Pixar.

Ma ci sono tante cose che danno gioia in Rapunzel, per esempio il lavoro fatto sui capelli, che diventano quasi un personaggio a parte, o la caratterizzazione non per forza rassicurante di una ragazzina ai limiti dell'isteria per la sua prigionia forzata e di una "madre" realmente malvagia ed egoista, ma capace di comportarsi in maniera talmente equivoca da farti venire a tratti il dubbio che in fondo il suo sia vero amore, per quando deviato. E poi il ritorno di Alan Menken, fra gli alfieri della rinascita Disney anni Novanta, che non lavorava su un lungometraggio animato da oltre un lustro e qui non raggiunge forse le sue punte massime in carriera, ma regala comunque una serie di numeri musicali strepitosi, assolutamente riconoscibili per il suo stile, azzeccatissimi nel raccontare mentre danno spettacolo. La bellissima apertura nella torre, l'esplosione alla locanda, la mamma che fa la predica... beh, dai.

E insomma, Rapunzel è un gran bel film, divertente, dinamico e trascinante nella regia, con dei bei numeri musicali, un gran lavoro sulla scrittura e sulla "interpretazione" dei personaggi - penso alla bella scena in cui nasce per davvero l'amore fra i due protagonisti - e, nonostante, per carità, l'inevitabile lieto fine e tutti i momenti classici da film Disney, diversi personaggi tridimensionali e non poi così scontati. Per altro Rapunzel è, forse, la prima principessa Disney "classica" che, pur rimanendo assolutamente femminile, non si limita a far da damigella in pericolo, trofeo per il principe di turno, e trova anzi una sua dimensione da reale protagonista, sempre al centro dell'azione, in costante ricerca del proprio destino, mai passiva in attesa di vederselo piovere addosso, sì imbranata e allineata allo stereotipo della ragazzina moderna ma, per l'appunto, moderna. Che non è necessariamente quanto ti aspetteresti da un film Disney "classico".

L'ho visto a Gennaio, appena ritornato dall'Italia, in Blu-Ray e in lingua originale, e da allora a oggi la colonna sonora è stata in heavy rotation sullo Spotify Santi-Maderna. Ne scrivo adesso perché sul blog va così, ogni tanto recupero. Fra gli extra del Blu-ray c'era il video dei cinquanta film d'animazione Disney, che è sfizioso. Questo qua.

10 commenti:

Può essere che la voce che chiama "Raperonzolo" derivi dal cartone giappo "Le fiabe son Fantasia", che girava negli anni Ottanta? Io avevo la videocassetta con la storia di Raperonzolo, e ho presente una roba simile.

La merda che c'e' su questo blog non ha limiti. Fantastico.

@Andrea: Onestamente non ne ho idea, tutto è possibile. :D

@Anonimo: È che prendo freddo al pancino e poi non riesco a trattenermi.

in effetti mi spiace non averlo mai visto in lingua originale perché le canzoni, già in italiano, sono strepitose. cioè, quella della locanda è strepitosa, che poi magari sfigura con l'originale, po esse, ma per me è un capolavoro anche tradotta. di frozen, a parte l'ormai insopportabile let it go, che sono costretto ad ascoltare n volte al giorno da tre mesi, adoro solo la prima (sei sveglia oppure dooormiii?) ma per il resto, boh, è un film che mi ha TROPPO infastidito per quel cazzo di pupazzo di neve scemo.

Let it go te l'hanno magari resa insopportabile, però per me è ottima.
A me cmq è piaciuta tantissimo quella che cantano le due sorelle assieme nel palazzo del ghiaccio. E il pupazzo di neve, sì, scemo, ma la sua canzone, pure, non era male. Ma pure le due canzoni nella parte iniziale sono belle. Boh. :D

Però lì davvero credo l'originale conti assai, la Menzel spacca i timpani, quando ci si mette. :)

NB: Non so se "sfigura con l'originale", magari in italiano è pure meglio, boh.

di frozen sono sicuro che in originale siano mooolto meglio perché le conosco. in rapunzel fecero un lavoro migliore imho: i pezzi funzionano, non ti cascano le braccia in certi punti come succede con la versione ita della (ok, bella, per carità) let it go. in effetti i film disney stavano stranamente "tenendo bene" al crollo generale della qualità dei doppiaggi in ita. escluso fabrizio frizzi, chiaro. e ti dico solo che in frozen il pupazzo è brignano, ecco, come uccidere un film.

Hahahahah, ti ricordo che il draghetto di Mulan l'han fatto doppiare ad Enrico Papi.

occristo non lo sapevo. e dire che mulan è uno dei migliori di quel periodo un po' tristezza, secondo me. ma, tipo, la cosa che mi fa più senso in assoluto è la dentiera ssssibilante della buonanima di gassman nel re leone: brividi di orrore. ma anche il renato zero di nightmare before christmas secondo me grida vendetta, per quanto abbia i suoi estimatori. vabbeh, argomento lungo, ci si può scrivere un libro :D

Sì, guarda, nel mio caso è proprio semplice semplice: non discuto che ci siano doppiaggi e adattamenti fatti molto bene, che certi doppiatori recitino meglio degli attori originali ecc... è che proprio io, potendo, preferisco guardare in lingua originale e fine. Sono esigenze diverse, che te devo dir. :)

potendo, pure io, è mia figlia che rema contro :D

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